"SCRITTI - tra Pedagogia e letteratura" presentato l'ultimo libro di Fusca a Spezzano Albanese

SPEZZANO ALBANESE – Presentato venerdì 11 ottobre alle ore 17:30 presso l'aula magna della scuola media dell'istituto comprensivo di Spezzano Albanese il libro dell'ex ispettore Miur Francesco Fusca “Scritti tra pedagogia e letteratura” (edizioni Expressiva) in collaborazione con il circolo politico-culturale “La svolta” guidato da Alcide Simonetti.

L'opera è una raccolta degli articoli, relativi a varie tematiche quali la pedagogia, letteratura, psicologia, la filosofia, la sociologia, pubblicati dall'ex provveditore degli studi dal 2009 al 2012 sul giornale online dirittodicronaca.it fondato dal giornalista Emanuele Armentano. Afferma l'editore: «Il volume raccoglie 4 anni di articoli su diverse tematiche: dal crocifisso in classe agli stranieri nelle scuole. Abbiamo lavorato tanto e fatto grossi sacrifici per realizzare questo libro». La dirigente scolastica Rosina Costabile nel suo intervento ha affermato: «Sono scritti suggestivi, specie quando affiorano elementi pratici e non teorici, così come don Bosco, dei grandi maestri pedagogisti. Fusca scrive con gli occhi del poeta. Il libro è attraversato da due fili conduttori, la politica con la p maiuscola e la lingua italiana. E' un libro per tutti: ovviamente gli addetti ai lavori coglieranno spunti di approfondimento diversi». Il docente del liceo scientifico di Corigliano Calabro Giacomo Gilio ha invece detto: «L'autore è un uomo di scuola, un pedagogista nonché uno dei massimi esperti di disabilità. Un intellettuale attento oltre che un poeta. In Fusca i vari interessi sono connessi in un'unità di fondo». Simonetti invita a riconoscere il ruolo di intellettuale atipico di Fusca nel comprensorio. «Non un servitore del potere - ha sottolineato - bensì autonomo, impegnato civilmente e attento alle problematiche pedagogiche». La docente Anna Scola del liceo scientifico di Spezzano Albanese ha suggerito: «Ha vissuto e vive ancora la scuola da protagonista. E' una persona non convenzionale, ma resta sempre se stesso, cosa non facile. Come disse Berenson un libro per essere tale deve essere vitale, e questo lo è. Ha quei fils rouges che lo attraversano. Ha uno sguardo nostalgico, ma anche severo. Fusca non dà mai nulla per scontato: si mette continuamente in discussione in una eterna sfida. Il suo è un libro di non facile lettura che sprigiona vitalità». Poi passa in rassegna i grandi pedagogisti, a partire da don Milani, che hanno influenzato Fusca. L'autore, infine, ha esortato: «Studiare paga, altro che quel che dice quel cretino di Tremonti. I soldi servono, ma valgono di più le emozioni. Credevo di sapere tutto sull'amore, e invece durante un convegno a Modena ho scoperto che non gli serve l'altro, che è completo in sé, in me. Non è possesso. I giovani non sono il futuro: è una scemenza. Sono il nostro presente, ci interessano ora. Oggi non si fa politica con la p maiuscola, che letteralmente significa lavorare per gli altri. In parlamento abbiamo un elevato numero di condannati, quindi delinquenti. Si parla di formazione degli insegnanti, ma non si fa nulla: bisogna adeguarsi alle nuove tecnologie, non lasciarsi fagocitare. L'umiltà è democrazia e cultura. Bisogna leggere e studiare, mettersi sempre in gioco. Non serve la laurea per essere intellettuali, ma studiare e aggiornarsi».


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